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Avisio 1La Valle di Cembra è comodamente raggiungibile dal paese di Lavis, da Civezzano e dalla Valle di Fiemme. Fra le risorse del territorio vanno annoverate l'estrazione del porfido, la viticultura con il famoso mùller thurgau, la frutticoltura (fragole, lamponi, more ribes) e il turismo a vocazione prettamente famigliare ma anche specifico per la pesca.

Il paesaggio si caratterizza per la presenza di terrazzamenti scoscesi costruiti nei secoli per l'antica coltivazione della vite, ricavati in mezzo a canaloni,cave e a una fitta vegetazione mediterranea e sovrastati da foreste di conifere. Nel comune di Segonzano si possono ammirare le famose piramidi di terra con enormi massi che fanno da cappello.

La pesca nell'Avisio e nei suoi numerosi affluenti è certamente faticosa, di autentica conquista, ma anche altrettanto unica, irripetibile. ll grande torrente, nei 35 km. che percorre dallo diga di Stramentizzo alla confluenzo in Adige, offre scenari selvatici, ancora intatti: profonde buche rifugio di grandi trote marmorate, canaloni, raschi e spianate,laschi e salti, in grado di mettere alla prova anche i più abili pescatori; un continuo evolversi di situazioni che lasceranno traccia indelebile nei ricordi di ognuno. In due zone comprese nella parte bassa, sono stati creati due tratti a pronta pesca e una zona Big Fish, mentre nella parte alta, sono comprese due zone no kill.

Nel lago Santo sopra Cembra, è praticabile la pronta pesca di trote fario. ll posto è particolarmente adatto anche per week-end con la famiglia.

Forse per la sua anonima bellezza, o per l’ordinato dispiegarsi di pregiati vigneti o ancora per la genuina semplicità della sua gente la Valle di Cembra costituisce uno degli angoli meno noti, ma più attraenti del Trentino. E l’Avisio, il più naturale tra i corsi d’acqua di fondovalle della provincia, con il suo fascino arcano e selvaggio,è il vero regno di sua maestà la Marmorata, che qui costituisce una delle popolazioni più integre: è una meta ideale per chi va a Pesca... con la “P” maiuscola!

La valle delle Marmorate

Avisio 2Di fronte agli spettacolari, e talvolta abusati, paesaggi dolomitici può sembrare un po’ anonima, fatta com’è di modesti rilievi montuosi, tutti invariabilmente porfirici, e di una copertura forestale relativamente uniforme e monotona. Ma, forse proprio per questi suoi caratteri non eclatanti e - per così dire - riservati, la Valle di Cembra è uno dei territori più ameni dell’intero Trentino. Entrando nel solco vallivo scavato nella Piattaforma Porfirica Atesina dal millenario fluire del grande ghiacciaio avisano e, poi, del Torrente Avisio ti prende una serenità rara. Sarà per quella dominate verde dei boschi misti di conifere e latifoglie, o per l’ordinato e spettacolare susseguirsi, soprattutto nella bassa valle, dei vigneti terrazzati, sorretti da muri in pietra costruiti meticolosamente con il duro lavoro dei valligiani; oppure sarà per quei paesi, anch’essi “dal volto semplice e pulito”, che costellano i due versanti, sugli ampi terrazzamenti glaciali, a mezz’altezza; o, ancora, per il profondo solco che, circa duecento metri di quota più a valle, tra una cortina verde di boschi intatti, lascia intravvedere, di tanto in tanto, il maestoso scorrere del “mitico” Avisio. Ecco, proprio l’Avisio: il denominatore comune di una valle che, dopo i campanili dei singoli paesi, ha saputo riconoscere nell’ambiente naturale del fiume un elemento identitario e unificante di una comunità che, come il suo territorio, sa essere semplice, diretta, accogliente come poche altre.

Solo così si spiega come da quindici anni, ricordandosi del “suo” torrente, la gente della Valle di Cembra si sia spesa (con successo!) per difendere il suo territorioAvisio 3 da interventi che ne avrebbero compromessa l’integrità (come la diga di Valda e la discarica di Capriana), proponendo invece di costruire intorno al corso d’acqua un parco fluviale per tutelare i beni ambientali del fondovalle, trasformandoli in un potenziale elemento di sviluppo della comunità locale. Se togliamo le cave di porfido, che nella bassa valle e particolarmente nel versante sinistro hanno compromesso il paesaggio in nome dell’industria mineraria, la vera caratteristica diffusa del territorio cembrano è quella dell’integrità e della naturalità del paesaggio. Passando da una visione d’insieme, che offre spettacolari panorami fatti di vigneti e boschi con lo sfondo, a sud-ovest, delle cime del Bondone, della Paganella e delle Dolomiti di Brenta, a uno sguardo più particolare troveremo poi molti luoghi di grande interesse per gli aspetti naturali e umani del territorio. Se alle quote intorno agli 800-900 m s.l.m. i luoghi di interesse sono costituiti dai centri abitati, che anche nelle più piccole frazioni sanno raccontare il territorio e la sua gente, nel fondovalle a parlare è l’Avisio, che domina il paesaggio con il suo spettacolare scorrere tra i grandi massi di porfido.

Alle quote maggiori, invece, il paesaggio si fa più vario e si possono incontrare posti davvero unici, come le piramidi di Terra di Segonzano, oppure le splendide foreste e i pascoli con le malghe o, ancora, le cime più alte come la Pala delle Buse che si alza, stentorea, in cima alla Valfloriana. A girarla con un po’ di curiosità, insomma, questa valle sa dare mille sorprese. Come l’incantevole Lago Santo di Cembra, immerso in uno spettacolare bosco di vecchi faggi e abeti, o la Valcava, tanto anonima quanto ricca di funghi pregiati nella stagione estiva (“brise”, finferli ...), o certe piccole e suggestive frazioni (ad esempio Gresta, o il Prà di Segonzano), o ancora dei posti “magici” come il Ponte di Cantilaga con le tetre rovine del castello di Segonzano che ispirò il Dürer nel suo viaggio rinascimentale attraverso le Alpi... Tra l’altro meritano di essere ricordati due itinerari, ben diversi tra loro,che tuttavia rientrano nella logica del turismo rurale che da alcuni anni la valle ha avviato per promuovere il proprio territorio e sostenere, contemporaneamente, un’economia “soft” capace di non consumare il territorio e di valorizzarne le peculiarità. Si tratta della Strada del vino e dei sapori Colline avisiane, Faedo e Val di Cembra, che snodandosi lungo la viabilità ordinaria segnala le numerose aziende agricole dedicate alle produzioni tipiche della valle: qui basterà ricordare gli ottimi vini, tra cui eccelle il Müller Thurgau, e le grappe che da sempre costituiscono un vero vanto dei Cembrani. Di conseguenza non mancano strutture ricettive e aziende agrituristiche che propongono soggiorno e ristorazione, offrendo, in modo semplice e genuino, i prodotti della terra, come i “tortei de patate” accompagnati dagli ottimi salumi locali e da molti piatti della tradizione contadina altrove dimenticati.

Avisio 4L’altro interessante itinerario della cultura rurale locale è costituito dal Sentiero dei vecchi mestieri che ripercorre, nell’alta Val di Cembra, le antiche mulattiere e i sentieri che collegavano tra loro i vecchi masi, gli opifici e i mulini, invariabilmente legati alla forza motrice dell’acqua degli affluenti dell’Avisio. E rieccoci, dunque, al torrente. Costeggiato a tratti da questo ameno percorso, raggiungibile altrimenti lungo stradine agricole e sentieri che scendono dai paesi o dai due assi viari principali (la S.P. n. 71 Fersina Avisio e la S.P. n. 612 Destra Avisio), il corso d’acqua rappresenta di per sé uno spettacolo naturalistico e paesaggistico di grande valore. Se si eccettua un breve tratto nella media Val di Cembra dove la strada di collegamento tra i due versanti si avvicina al torrente (al Ponte dell’Amicizia, presso Piazzo di Segonzano), per il resto del suo corso l’Avisio appare intatto nei suoi caratteri naturali. Il suo sfruttamento idroelettrico, che fino a pochi anni fa lo aveva profondamente degradato, è stato nell’ultimo decennio moderato grazie al rilascio del deflusso minimo vitale dalla diga di Stramentizzo, che dal 1956 ne sbarra il corso nella bassa Val di Fiemme. E non a caso questo importante risultato l’ha ottenuto l’intera comunità trentina soprattutto grazie alla mobilitazione della gente della valle e dei pescatori, capaci di risvegliare negli amministratori e nella pubblica opinione l’orgoglio per un elemento così importante e unico del territorio cembrano, trentino e alpino...

Avisio 5Oggi, tra rapide correnti e grandi buche (“moie”) lo spettacolo naturale dell’Avisio è tornato, almeno in parte, quello di un tempo. E la Trota marmorata, la regina di queste acque, che ha saputo resistere anche nei momenti più bui (come durante il devastante svaso della diga di Stramentizzo del 1976), sta guadagnando oggi nuovi spazi e costituisce una delle popolazioni più integre e vitali. Il nostro salmonide fluviale più tipico, il vero simbolo delle acque correnti pedemontane e di fondovalle del Trentino, domina da sempre nell’Avisio. Ecco perché l’Avisio di Cembra, con il suo paesaggio straordinariamente affascinate e i suoi pesci da favola, è il paradiso del Pescatore con la “P” maiuscola. Qui si pescano marmorate un po’ con tutte le tecniche, dalla passata al “tocco”, dallo spinning alla mosca secca e sommersa. E in più ci sono folte schiere di barbi comuni e canini che hanno un numero sempre maggiore di estimatori per il fascino della loro pesca con lenze sottili e galleggiante, ma anche per la loro forte difesa durante il recupero. Certo ci sono anche i numerosi e pescosi rivi tributari, dal Rio delle Seghe al Rio Brusago, dal Rivo di Regana al Rio Scorzai, dove prosperano le fario e gli ibridi di quest’ultima con la marmorata. Ci sono anche i laghi, dal ridente Lago Santo (dove si pratica la pronta pesca) al fascinoso Lago di Lases, ricco di grossi lavarelli (coregoni) e lucci, di persici e bottatrici. Ma l’Avisio, il padre di tutte le altre acque della valle, che con la sua forza l’ha scavata nei millenni, è davvero unico: un posto dove, dal primo passo sui massi violacei di porfido e tra l’inestricabile vegetazione delle rive, ti senti a tu per tu con la natura, in un ambiente vivo, vivissimo, capace di regalare emozioni forti ed esperienze indimenticabili.

Articolo di L.B., tratto da “Il pescatore Trentino Nr. 2 2010”

 

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